Questa pagina rappresenta uno sforzo della nostra associazione finalizzato a migliorare le conoscenze sul sangue e sulle sue problematiche e a permettere a tutti i nostri donatori di contribuire responsabilmente al gesto del dono.
Le grandi innovazioni in campo trasfusionale
La prima trasfusione di sangue umano coronata da successo è stata eseguita nel 1918 in Inghilterra per una donna che aveva avuto una emorragia dopo il parto. In quel caso, il donatore era collegato direttamente al ricevente, mentre oggi, invece, l’unità di sangue viene prima depositata in materiale plastico monouso e sterile e, quindi, dopo l’esecuzione degli esami di laboratorio previsti per legge, validata e trasfusa. La trasfusione di sangue intero viene tuttora utilizzata per sostituire il sangue perduto in occasione di incidenti, di interventi chirurgici e nei casi di grave shock.
Tuttavia, sempre più utilizzati sono i singoli componenti del sangue. Come sappiamo, infatti, esso può essere separato nei suoi componenti cellulari e plasmatici, che possono essere utilizzati per trattare in modo specifico alcune patologie. Questi trattamenti costituiscono, senza dubbio, il moderno aspetto della trasfusione del sangue.
I globuli rossi concentrati sono il prodotto più ampiamente utilizzato; mentre le piastrine sono usate per la terapia d’urto nelle emorragie in pazienti con carenza di piastrine.
I componenti plasmatici possono essere utilizzati sottoforma di concentrati o liofilizzati, ma si utilizza in alcuni casi anche il plasma congelato fresco, cioè il plasma che, appena raccolto, viene subito congelato (-80C°) per poterlo conservare per lungo tempo ancora efficace. Inoltre, dal plasma si estraggono le immunoglobuline, che vengono usate per prevenire alcune malattie infettive, come il Tetano e l’Epatite B, ma anche per proteggere le persone che hanno scarsa protezione dalle infezioni. Tra i vari derivati plasmatici, molto importante è il liofilizzato concentrato dei fattori della coagulazione, che viene dato a quelle persone il cui sangue non coagula, per esempio gli emofilici.
Perché la terapia con i componenti ematici costituisce un progresso in campo trasfusionale?
La terapia con i componenti ematici consente un razionale trattamento del paziente dato che gli fornisce l’elemento di cui necessita e consente di somministrarglielo in forma concentrata e quindi in quantità maggiore. Dato che una unità di sangue separata nei suoi componenti, può essere utilizzata per trattare diversi pazienti, l’uso dei componenti ematici consente inoltre un notevole risparmio di sangue.
Parallelamente, le soluzioni anticoagulanti e conservanti consentono oggi di conservare i globuli rossi fino a 42 giorni dalla data del prelievo e questo permette di fare delle scorte e di poter distribuire con più facilità il sangue, riducendo così il numero delle unità che giungono a scadenza e garantendo quindi sufficiente sangue per qualsiasi emergenza, piccola o grande che sia.
Questo atteggiamento è da protagonisti attivi in un progetto di Protezione Civile!
