Archivio per ‘Stuzzichini per lo spirito’

Proposto da Saro

Inserito da Redazione il 16 - agosto - 2009

“Alla luna” di Giacomo Leopardi 

O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, nè cangia stile
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!

Proposto da Marisa

Inserito da Redazione il 15 - agosto - 2009

Tratto da  “Sisifo”  di Albert Camus

Don Giovanni ha scelto di essere il nulla… Ma dell’amore io non conosco che questo miscuglio di desiderio, di tenerezza o di intelligenza che mi vincola a una determinata persona, e il modo in cui esso è fatto non è uguale a quello di un altro. Io non ho il diritto di raccogliere tutte queste esperienze sotto lo stesso nome… amore generoso è soltanto quello che si sa, al tempo stesso, passeggero e singolare… Don Giovanni trova normale essere castigato: è la regola del gioco, e la sua generosità sta appunto nell’aver pienamente accettato tale regola. Ma egli sa di aver ragione e che non può trattarsi di castigo: un destino non è una punizione… egli giunge a una scienza senza illusioni… per cui la sua fine è ritenuta degna di disprezzo”

Proposto da Piero

Inserito da Redazione il 14 - agosto - 2009

“Amore che vieni, amore che vai”  di Fabrizio De Andre’

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
E tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d’amore
fra un mese, fra un anno, scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese, fra un anno, scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
Venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d’estate
io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

Proposto da Saro

Inserito da Redazione il 23 - giugno - 2009

Il giorno più bello? Oggi 
L’ostacolo più grande? La paura 
La cosa più facile? Sbagliarsi 
L’errore più grande Rinunciare 
La radice di tutti i mali? L’egoismo 
La distrazione migliore? Il lavoro 
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento 
I migliori professionisti? I bambini 
Il primo bisogno? Comunicare 
La felicità più grande? Essere utili agli altri 
Il mistero più grande? La morte 
Il difetto peggiore? Il malumore 
La persona più pericolosa? Quella che mente 
Il sentimento più brutto? Il rancore 
Il regalo più bello? Il perdono 
Quello indispensabile? La famiglia 
La rotta migliore? La via giusta 
La sensazione più piacevole? La pace interiore 
L’accoglienza migliore? Il sorriso 
La miglior medicina? L’ottimismo 
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto 
La forza più grande? La fede 
La cosa più bella del mondo? L’amore.

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Proposto da Piera

Inserito da Redazione il 21 - giugno - 2009

Tratto da ” Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell’amore, strana ossessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco quando costituisce il nostro corpo, preoccupandoci unicamente di lavarla, di nutrirla, e – fin dov’è possibile – d’impedirle che soffra, possa ispiraci una così travolgente sete di carezze sol perchè è animata da una individualità diversa dalla nostra, e perchè è dotata più o meno di certi attributi di bellezza su i quali, del resto, anche i giudici migliori son discordi.
Di fronte all’amore, la logica umana è impotente, come in presenza delle rivelazioni dei Misteri: non s’è ingannata la tradizione popolare, che ha semprre ravvisato nell’amore una forma d’iniziazione, uno dei punti ove il segreto ed il sacro s’incontrano. E per un altro aspetto ancora, l’espressione sensuale si può paragonare ai Misteri, in quanto il primo contatto appare al non iniziato un rito più o meno pauroso, violentemente diverso dalle funzioni consuete del sonno, del bere e del mangiare, oggetto di scherno, di vergogna o di terrore. L’amore, non altrimenti della danza delle Menedi e del delirante furore dei Coribanti, ci trascina in un universo insolito, ove in altri momenti è vietato avventurarci, e dove cessiamo di orientarci non appena l’ardore si spegne e il piacere si placa.